Chi sono

Il colore come linguaggio

Genziana Pompei sorride dietro il bancone del suo atelier, davanti a una parete gialla coperta di suoi ritratti dipinti
Le origini

A scuola, per dire che un colore era particolarmente acceso, dicevano che era «genzianico»: il mio legame con il colore era evidente già allora. Sono arrivata in Toscana da ragazza, dall’Abruzzo, con una valigia piena di letteratura e filosofia. San Gimignano è diventata casa mia e ho scelto di restare.

Quadro «Il mio Gran Sasso»: una montagna innevata sopra un fiume azzurro che scende tra prati verdi
Quadro «Pomeriggio d’estate»: San Gimignano con le sue torri tra colline verdi, vigneti e cipressi, sotto un cielo azzurro
Gli anni del lavoro

Per molti anni ho dedicato le mie energie anche ad altro: i ristoranti da far funzionare, quattro figli da crescere, giornate che lasciavano poco spazio ai pennelli. L’arte però non l’ho mai abbandonata: era nelle immagini che avevo in testa, nelle case che ho trasformato, nei locali che ho aperto, nelle pareti che dipingevo tra un servizio e l’altro, nelle opere realizzate per altri.

Genziana Pompei in un lungo abito di velluto rosso accanto a un grande dipinto di una donna in kimono rosso con un ombrello verde
Genziana Pompei seduta sul pavimento di una cucina mentre dipinge le piastrelle con un pennello sottile, accanto a un murale di erbe
Un angolo dell'atelier Aida Pop: una parete dipinta con campi e alberi sotto un cielo azzurro, quadri alle pareti, un divano maculato e una scrivania
La luce

Per anni ho presieduto il festival Lumière, e lì ho capito qualcos’altro di me. Con la sola luce e la sua assenza si poteva cambiare l’aspetto di una città: per una notte San Gimignano usciva dal tempo e diventava pura atmosfera, come l’avevo immaginata. Ideare e realizzare quel festival è stato il mio modo di dire, senza parole, che il colore e l’ombra erano il mio linguaggio.

Genziana Pompei per le vie di San Gimignano con un megafono, durante il festival Lumière
Lumière: le torri di San Gimignano illuminate di notte da un raggio di luce azzurra
Lumière: una facciata di San Gimignano coperta da disegni proiettati bianchi e rossi
Lumière: la piazza con le sculture trasparenti e le proiezioni sulle facciate
Lumière: una torre di San Gimignano attraversata da raggi laser verdi e viola
Quando uso molto colore, spesso in più strati, è per dare corpo a una presenza nella materia.
Il colore

Dipingo a partire da ciò che sento; se si prova a classificare il risultato, vengono in mente l’espressionismo e il surrealismo, senza che nessuna etichetta basti. Nelle mie tele tornano paesaggi, animali, volti e corpi di donne, presenze con una forza propria. Uso colori densi, vivaci, stratificati: non decorano la superficie, la abitano.

Oltre la tela

Non lavoro solo sulla tela: dipingo pareti, pavimenti, mobili. Realizzo rivestimenti per poltrone, tende e cuscini, e abbino le stoffe con la stessa libertà con cui scelgo i colori. Ogni spazio, per me, può diventare un’opera da abitare.

Genziana Pompei seduta su una poltrona, con il mento appoggiato alla mano, tra altre due poltrone rivestite con un patchwork di stoffe colorate, davanti a un murale di campi e sotto il dipinto di una figura che cammina in un prato fiorito
Dettaglio di una poltrona d’arte: stoffa scura con un uccello dalle ali gialle, fiori rosa e bacche rosse
Dettaglio di una poltrona d’arte: stoffa paisley rosa, blu e oro
Dettaglio di una poltrona d’arte: stoffa a rilievo con motivi floreali blu, neri e oro
Genziana Pompei, nel suo atelier, dipinge con il pennello un cielo rosso su una grande tela, con la tavolozza accanto

Ho cambiato strada più volte, e in ogni strada il colore è stato il filo conduttore. Ogni quadro che trovi qui è un pezzo di questo percorso.

«Che ci faccio qui?»: un coniglio scuro con l'occhio rosso, in piedi in un campo di verdi, gialli e azzurri
Il coniglio

Il coniglio è la mia firma

È nato per caso e da allora ricompare in diverse opere, ogni volta con un abito colorato diverso e in situazioni nuove. Lo uso per dare un volto ai miei stati d’animo.

A volte è un monito, a volte una sentinella, a volte una presenza ironica.

Cerca il coniglio nei quadri

Genziana Pompei

Quadri originali, stampe fine art e arredi d’arte, dall’atelier di Colle di Val d’Elsa.